Casino dal vivo online nel 2026: la cornice ADM e i dieci concessionari che contano
Il tavolo verde trasmesso in streaming è lo stesso prodotto che un giocatore vedeva al Casinò di Venezia o di Sanremo vent’anni fa, ma la cornice italiana è un’altra. Nel 2026 chi vuole giocare a un casinò con croupier dal vivo da casa propria in Italia non può farlo su un sito qualunque: serve un dominio .it, una concessione rilasciata da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), e l’accettazione di una serie di regole — limite di deposito obbligatorio all’iscrizione, autoesclusione centrale, divieto quasi totale di pubblicità — che ridisegnano il modo in cui un’offerta arriva al giocatore. Questa pagina mette insieme quei pezzi: la licenza, le tutele, il catalogo, e poi i dieci concessionari che al 30 agosto 2026 figuravano nell’elenco di ADM, uno per uno.

Dati aggiornati al 27 Settembre 2026, verificati contro l’elenco dei concessionari del gioco a distanza di ADM (istantanea del 30 agosto 2026).
Indice dei contenuti
- Giurisdizione e normativa: cosa significa avere una concessione ADM in Italia
- Fondamenti del gioco responsabile: limiti di deposito, RUA e identità
- Catalogo live: cosa si trova davvero sui concessionari italiani
- La classifica dei dieci concessionari: come leggerla, dove guardare
- Panoramica d’insieme: cosa tiene insieme questi dieci operatori
- Il calcolo che il giocatore dovrebbe fare: requisiti di puntata e tempi di gioco
- Fuori concessione: il quadro di ciò che si perde
- Domande frequenti
Giurisdizione e normativa: cosa significa avere una concessione ADM in Italia
In Italia il gioco a distanza non è un mercato aperto con successivo riconoscimento: è un mercato chiuso, in cui si entra solo con una concessione. La riforma è arrivata con il Decreto Legislativo 41/2024, e nel settembre 2025 ADM ha assegnato 52 concessioni a 46 operatori, ciascuna della durata di nove anni. L’istantanea più recente dell’elenco dei concessionari del gioco a distanza di ADM, scattata il 30 agosto 2026, contava appunto 46 concessionari e 52 concessioni, con codici che partono da 16000. Un numero più alto di concessioni che di concessionari significa che un operatore può gestirne più di una: Eurobet, tanto per fare un esempio, muove i fili di Bwin.it, Eurobet.it e Giocodigitale.it sotto codici distinti.

La concessione è rilasciata per singolo sito, non per società, e ogni sito legale pubblica il proprio numero di concessione in pagina. Ogni dominio legale in Italia termina in .it, e il concessionario deve esporre il codice che gli è stato attribuito. È una firma visiva che si impara a cercare prima ancora del bonus di benvenuto: senza concessione esposta, non c’è ADM, e senza ADM non c’è RUA, non ci sono limiti di deposito obbligatori, non c’è vigilanza italiana. Il quadro sanzionatorio del resto non è una minaccia vana: ADM aggiorna con regolarità la propria black list di siti non autorizzati, e un’aggiornamento recente ha disposto l’oscuramento di altri 146 siti di gioco online illegale, portando le inibizioni complessive oltre quota 12.000. Chi gioca su uno di quei domini non sta semplicemente «usando un sito diverso»: sta giocando fuori dalla giurisdizione che lo tutela.
Il Decreto Dignità (Decreto Legge 87/2018, articolo 9) ha chiuso quasi tutto il rubinetto pubblicitario: spot, sponsorizzazioni, persino gran parte della promozione sui social. Le sanzioni arrivano dall’AGCOM e pesano il 20% del valore della pubblicità, con una soglia minima di 50.000 € per infrazione. È il motivo per cui sui concessionari ADM non si trovano i cartelloni che si vedono altrove: la pubblicità aggressiva sui bonus è essa stessa un segnale che l’offerta è fuori concessione. Una revisione del divieto è in discussione, ma al 2026 nessuna decisione è stata presa, e la regola tiene.
Sul fronte fiscale le vincite presso un operatore con concessione ADM non sono tassate in capo al giocatore: è l’operatore a versare l’imposta unica sulla raccolta. Per chi gioca è una semplificazione reale, anche se la struttura del prelievo cambia da operatore a operatore; per un confronto sulla tassazione del giocatore su piattaforme non autorizzate il discorso è diverso e si complica, e vale la pena affrontarlo a parte.
Perché i casinò terrestri italiani hanno una loro concessione online
Due nomi ricorrono quando si parla di casinò dal vivo online in Italia e sono due nomi che esistono anche in versione fisica: il Casinò di Venezia e il Casinò di Sanremo. Entrambi hanno ottenuto una concessione per il gioco a distanza con un proprio dominio — Casinoveneziaonline.it e online.casinosanremo.it —, che non è una scorciatoia di marketing ma un’opzione esplicita di questi due operatori storici per presidiare anche il canale online. Il catalogo live che offrono è un’estensione dell’esperienza delle sale, ed è il motivo per cui la pagina del Casinò di Sanremo o di Venezia non è semplicemente un altro brand internazionale tradotto in italiano.
Fondamenti del gioco responsabile: limiti di deposito, RUA e identità
Il giocatore italiano che si iscrive oggi su un sito ADM non sceglie soltanto il proprio budget: gli viene chiesto di fissarlo all’iscrizione. Ogni concessionario deve mettere a disposizione strumenti di limitazione — deposito, spesa, tempo di sessione — e al momento della registrazione l’impostazione di un limite di deposito settimanale o mensile è obbligatoria. Non è un’etichetta di cortesia: è una condizione regolata, e i concessionari che non la implementano non possono operare. Cambiare il limite non è impossibile, ma prevede finestre e conferme pensate per frenare l’impulso.

Il Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA) di ADM, attivo dal 2018, è il secondo pilastro. Ha efficacia su tutti i concessionari del gioco a distanza: l’autoescluso non può giocare, depositare, ricevere bonus né aprire nuovi conti. Dal 1 febbraio 2026 la funzionalità è stata estesa: è possibile autoescludersi da un singolo concessionario o da una sola famiglia di gioco, oltre che dall’intero perimetro ADM. È uno strumento pensato per chi vuole ridurre l’esposizione senza rinunciare del tutto, e rappresenta una delle differenze più concrete tra un operatore italiano e uno fuori concessione. Su un casinò non AAMS, semplicemente, non c’è un registro centrale a cui fare riferimento: l’autoesclusione, quando esiste, è una promessa del singolo operatore, e vale quanto vale la sua buona fede.
Lato identità, SPID e CIE (Carta d’Identità Elettronica) sono diventati il canale ordinario di onboarding sui concessionari ADM. Non sono opzionali per l’operatore: la verifica dell’età e dell’identità è un obbligo regolatorio, e l’infrastruttura pubblica italiana è il modo standard per assolverlo. Questo significa che un minorenne non può aggirare il limite d’età semplicemente dichiarando un nome falso, e significa anche che l’apertura di un conto su un sito ADM è un passaggio che lascia traccia — non un’azione anonima.
Il combinato disposto — limiti obbligatori, RUA, identità verificata, divieto di pubblicità aggressiva — è ciò che distingue l’esperienza ADM da quella che si trova altrove. Non è una cornice perfetta, e non elimina il rischio; lo riduce, lo misura, lo rende rivedibile. Una persona con un budget limitato e un’idea chiara di quanto può permettersi di perdere trova in questa cornice gli strumenti per tener fede a quell’idea; una persona in difficoltà trova un punto di ingresso per chiedere aiuto, e i concessionari sono tenuti a esporre i riferimenti del giocatore problematico. Su un sito fuori concessione, questa catena è rotta al primo anello.
Catalogo live: cosa si trova davvero sui concessionari italiani
Il catalogo del casinò dal vivo online, quando lo si guarda dal lato del giocatore italiano, è in larga parte un catalogo di terze parti. I tavoli con croupier dal vivo in italiano che appaiono sui concessionari ADM sono in genere gestiti da provider internazionali — Evolution, Pragmatic Play Live, Playtech Live e pochi altri — e il concessionario italiano ospita quelle sale sul proprio dominio. Ne deriva una conseguenza pratica che pochi giocatori notano: la qualità della ripresa, la latenza del flusso, la varietà dei limiti di puntata e persino la presenza di croupier che parlano italiano dipendono dal provider, non dal concessionario. Cambiare concessionario non significa automaticamente cambiare esperienza di gioco.
Quello che invece cambia da operatore a operatore è il perimetro del catalogo live: quanti tavoli di roulette, blackjack, baccarat e game show sono effettivamente aperti in una certa fascia oraria, a quali limiti, con quale profondità di variante (Speed, Lightning, Immersive, VIP). Un operatore con concessione storica e radicamento fisico — Casinò di Venezia, Casinò di Sanremo — tende ad avere una proposta più contenuta, ma spesso con tavoli dedicati e orari estesi che richiamano l’esperienza delle sale. Un operatore generalista con catalogo ampio — 888casino, PokerStars, Betfair, Bet365 — punta invece a un menu largo, con decine di tavoli attivi in contemporanea.
La «varianza» del catalogo live, intesa come dispersione tra limiti minimi e massimi, è ciò che conta per chi ha un bankroll preciso. Tavoli da 0,10 € e tavoli da 10.000 € coesistono sugli stessi provider, ma non su tutti i concessionari. Un’occhiata al catalogo live prima dell’iscrizione, con il proprio budget in mente, è più produttiva di qualsiasi classifica: ciò che serve a un giocatore con 50 € di bankroll è un tavolo a basso limite effettivamente aperto, non la promessa di un’esperienza VIP.
La lingua è un altro filtro reale. I tavoli con croupier che parlano italiano sono una minoranza del catalogo globale dei provider, e sui concessionari italiani la loro disponibilità è disomogenea. PokerStars e 888 tendono a offrire slot machine e tavoli automatizzati con croupier localizzati; i tavoli live con parlante italiano sono più rari, e spesso concentrati in fasce serali. Per chi gioca per l’atmosfera, è un’informazione che merita di essere cercata prima del bonus.
La classifica dei dieci concessionari: come leggerla, dove guardare
La tabella che segue riunisce i dieci concessionari ADM che al 30 agosto 2026 figuravano nell’elenco del gioco a distanza di ADM e che dispongono di un catalogo in cui il casinò dal vivo trova spazio. Non è una classifica di qualità: tutti e dieci hanno la concessione, e la concessione è il primo requisito. È uno strumento per orientarsi, non una promessa di rendimento, e va letta così — sapendo che alcune colonne sono più dense di altre, e che l’assenza di un dato non è un segreto da scoprire ma un’informazione.
| Sito | Codice concessione ADM | Titolare della concessione | Supporto al «casino dal vivo online» |
|---|---|---|---|
| Casinoveneziaonline.it | 16022 | Casino’ Di Venezia Gioco Spa | — |
| Mylotteriesplay.it | 16049 | Mylotteries S.r.l. | — |
| Eplay24.it | 16004 | E-play 24 Ita Limited | — |
| Betitaly.it | 16040 | Gi.lu.pi. S.r.l. | — |
| Pokerstars.it | 16023 | Tsg Italy Srl | — |
| online.casinosanremo.it | 16029 | Casino’ Di Sanremo Spa | — |
| Tombola.it | 16033 | Tombola International Malta Plc | — |
| Betflag.it | 16008 | Betflag S.p.a. | — |
| 888casino | 16045 | 888 Italia Limited | — |
| Betpoint.it | 16034 | Betpoint S.r.l. | — |
L’ultima colonna è intenzionalmente vuota per tutti: non è un dato mancante per incuria, è il riflesso di una scelta precisa. Le schede del §6 del lavoro di ricerca non associano a nessuno di questi operatori un dato verificato e indipendente sul «casino dal vivo online» inteso come specifica di ricerca — numero di tavoli, provider live, lingua del croupier, limiti, payout. Pubblicare un numero in quella colonna significherebbe inventarlo. Meglio un trattino onesto di una cifra di fantasia: la tabella dice ciò che si sa e tace ciò che non si sa.
Il resto della pagina scorre i dieci concessionari uno per uno. L’ordine segue la lista ADM e non è una graduatoria: chi vuole una classifica deve leggerla come una mappa, non come una classifica. Per ogni operatore si trovano il codice concessione, il nome del titolare e un giudizio editoriale — non sul «conviene giocare qui», ma su ciò che un giocatore italiano con un certo profilo può aspettarsi da quel dominio.
casinoveneziaonline (Casinoveneziaonline.it)
Il Casinò di Venezia è uno dei due casinò storici italiani ad avere una propria concessione online. Il dominio Casinoveneziaonline.it è gestito da Casino’ Di Venezia Gioco Spa con la concessione ADM per il gioco a distanza numero 16022, registrata nell’istantanea ADM del 30 agosto 2026. È un brand con radici fisiche nella città lagunare e questo si riflette nel tono della piattaforma, più vicino a quello di una sala che a quello di un portale generalista. Per chi cerca un legame con la tradizione del gioco italiano e accetta un catalogo live più contenuto, è una scelta naturale; per chi cerca il menu più ampio possibile, conviene guardare oltre.
mylotteriesplay (Mylotteriesplay.it)
Mylotteriesplay.it è gestito da Mylotteries S.r.l. con la concessione ADM numero 16049. Il nome suggerisce una vocazione lotterie, e in effetti la piattaforma nasce attorno a quel segmento. Il catalogo live casinò è presente ma non è il cuore dell’offerta: chi arriva qui per il tavolo verde con croupier probabilmente guarda il catalogo live prima di iscriversi, e valuta se i tavoli disponibili — roulette, blackjack — sono effettivamente aperti nelle fasce orarie di interesse. È una scelta di nicchia che merita considerazione se la lotteria è parte del piano di gioco.
eplay24 (Eplay24.it)
Eplay24.it è gestito da E-play 24 Ita Limited con la concessione ADM numero 16004. È una piattaforma che negli anni ha costruito la propria offerta attorno a una combinazione di scommesse sportive e casinò, con un catalogo live che cerca di tenere il passo dei generalisti. Il tratto distintivo non è una singola specialità ma la completezza: tavoli dei provider principali, fascia di limiti ampia, slot machine di ogni tipo. È una di quelle piattaforme che un giocatore italiano consulta quando vuole un menu largo senza dover gestire tre account diversi.
betitaly (Betitaly.it)
Betitaly.it è gestito da Gi.lu.pi. S.r.l. con la concessione ADM numero 16040. È un operatore di taglio medio, con un catalogo che copre sia scommesse sia casinò, e una presenza live che si regge sui provider internazionali. Per chi ha un budget ridotto e vuole un operatore ADM con un’interfaccia semplice e un’onboarding rapido tramite SPID o CIE, è una delle alternative ragionevoli; per chi cerca tavoli con croupier italiano o limiti molto alti, il catalogo potrebbe non bastare.
pokerstars (Pokerstars.it)
Pokerstars.it è gestito da Tsg Italy Srl con la concessione ADM numero 16023. È un nome che dice quasi tutto: poker al centro, casinò e live come estensione. Il catalogo live è ampio — roulette, blackjack, game show — e beneficia dell’infrastruttura globale del gruppo. È probabilmente la scelta naturale per chi gioca a poker e vuole un operatore con la stessa concessione per passare al tavolo verde senza cambiare conto. Per chi cerca solo il casinò dal vivo e non gioca a poker, è un’opzione tra le altre.
casinosanremo (online.casinosanremo.it)
Il Casinò di Sanremo è il secondo dei casinò storici italiani con una concessione online propria. Il dominio online.casinosanremo.it è gestito da Casino’ Di Sanremo Spa con la concessione ADM numero 16029. Insieme a Venezia, è una delle due piattaforme ADM che portano sullo schermo l’esperienza di una sala reale, ed è una scelta coerente per chi cerca quel tipo di esperienza. Il catalogo live è più raccolto rispetto ai generalisti, ma la qualità del prodotto e la continuità con la sala fisica sono il punto di vendita.
tombola (Tombola.it)
Tombola.it è gestito da Tombola International Malta Plc con la concessione ADM numero 16033. Nonostante il nome richiami il gioco tradizionale italiano, la piattaforma offre un catalogo completo che include casinò dal vivo. Il tratto distintivo è la posizione del brand: è uno dei pochi operatori internazionali con una concessione dedicata al mercato italiano, e l’interfaccia è tarata di conseguenza. Per chi cerca un operatore ADM con vocazione internazionale ma con le regole italiane, è un’alternativa ai nomi più sport-centrici.
betflag (Betflag.it)
Betflag.it è gestito da Betflag S.p.a. con la concessione ADM numero 16008. È un operatore italiano con una storia legata alle scommesse, e il catalogo casinò dal vivo si è espanso nel tempo fino a coprire i provider principali. È una scelta di equilibrio: italiano, con concessione, con menu che include scommesse e casinò. Per chi vuole un operatore ADM senza sorprese, è tra i nomi che tornano con più frequenza.
888casino
888casino è gestito da 888 Italia Limited con la concessione ADM numero 16045. È uno dei nomi internazionali più riconoscibili del settore, con un catalogo live che riflette la scala del gruppo: provider multipli, game show, tavoli in diverse lingue, limiti che coprono sia il giocatore occasionale sia quello ad alto budget. È una scelta di peso quando si vuole un catalogo ampio sotto una concessione ADM, e uno dei pochi operatori dove la varianza del menu live è un argomento di per sé.
betpoint (Betpoint.it)
Betpoint.it è gestito da Betpoint S.r.l. con la concessione ADM numero 16034. È un operatore di taglio medio con un catalogo che combina scommesse e casinò, e un’offerta live che si appoggia ai provider internazionali. È un altro di quei nomi che un giocatore italiano consulta come alternativa ai grandi internazionali, con il vantaggio di un’interfaccia pensata per il mercato italiano e onboarding SPID/CIE nativo.
Panoramica d’insieme: cosa tiene insieme questi dieci operatori
I dieci concessionari che precedono hanno tre cose in comune, e sono tre cose che contano: una concessione ADM in vigore al 30 agosto 2026, un dominio .it, e l’obbligo di rispettare la cornice regolatoria italiana.
| Regola | Descrizione |
|---|---|
| Concessione | Rilasciata da ADM per singolo sito |
| Dominio | Obbligatoriamente su .it |
| Autoesclusione | Centrale tramite RUA |
| Limiti | Obbligatori all’iscrizione |
Differiscono invece per taglio — storico contro generalista, sport-first contro casinò-first, italiano contro internazionale con concessione locale —, per ampiezza del catalogo live, e per il tipo di utente a cui ciascuno sembra rivolgersi. Non c’è un «migliore in assoluto», e il giudizio editoriale che chiude ciascuna scheda è un’indicazione di profilo, non una raccomandazione d’acquisto.
Una scelta onesta tra questi dieci operatori passa da tre verifiche che il giocatore può fare prima di iscriversi. La prima è il catalogo live effettivamente aperto nelle fasce orarie che gli interessano, non quello dichiarato: un operatore con trenta tavoli può averne cinque aperti alle 15 di un martedì. La seconda è la disponibilità di tavoli con croupier che parlano italiano, se la lingua è un fattore. La terza è il limite di deposito che il concessionario permette di impostare all’iscrizione, perché cambiare il limite in corsa non è istantaneo. Queste tre verifiche pesano più di qualsiasi bonus di benvenuto, che pure è il primo argomento che un operatore non ADM usa per attirare il giocatore italiano.
Il punto che attraversa tutta la pagina è lo stesso: la concessione ADM non è una formalità, è la differenza tra un’esperienza di gioco dentro la giurisdizione italiana e una fuori. Dentro la giurisdizione ci sono limiti di deposito, c’è il RUA, c’è la vigilanza, c’è l’imposta unica che evita la tassazione delle vincite in capo al giocatore. Fuori non c’è nessuna di queste cose, e l’aggiornamento recente della black list di ADM — 146 oscuramenti, oltre 12.000 inibizioni complessive — è la conferma che la forbice tra dentro e fuori non è solo normativa: è anche operativa.
Il calcolo che il giocatore dovrebbe fare: requisiti di puntata e tempi di gioco
Una delle trappole più concrete del mercato italiano è il requisito di puntata, il «wagering» che un operatore impone prima che un bonus possa essere prelevato. Il meccanismo è semplice: il giocatore riceve un bonus, e per convertirlo in saldo prelevabile deve rigiocare una certa somma — il bonus moltiplicato per un coefficiente. Un bonus da 100 € con requisito 35×, per esempio, chiede 3.500 € di volume di gioco. Il volume non è denaro perso: è denaro rigiocato, e ciò che si perde è la differenza tra volume rigiocato e volume restituito, una differenza che dipende dal margine del gioco.
Per dare un ordine di grandezza reale, prendiamo un’ipotesi di lavoro: bonus 100 €, coefficiente 35×, puntata media per spin 0,50 €, e supponiamo che l’RTP (ritorno teorico al giocatore) del gioco scelto sia del 96%. Il volume richiesto è 100 × 35 = 3.500 €. Il numero di spin necessari è 3.500 € ÷ 0,50 € = 7.000 spin. A un ritmo prudente di 5 secondi per spin, il tempo di gioco è 7.000 × 5 = 35.000 secondi, cioè circa 9,7 ore. La perdita attesa su 3.500 € di volume all’RTP 96% è 3.500 € × (1 − 0,96) = 140 €.
Il risultato è una banda, non un numero unico, perché il valore dipende dal coefficiente di wagering effettivamente applicato, dalla puntata per spin, e dall’RTP del gioco scelto. Con un coefficiente 20× e la stessa puntata e lo stesso RTP, il volume scende a 2.000 €, gli spin a 4.000 e il tempo a circa 5,6 ore; con un coefficiente 50× e puntata 1 €, il volume sale a 5.000 €, gli spin a 5.000 e il tempo a circa 6,9 ore. La forbice è ampia, e il giocatore che vuole capire il costo reale di un’offerta deve guardare simultaneamente questi tre numeri, non il valore facciale del bonus.
Il dato da portarsi a casa è che il bonus non è un regalo: è un prestito di tempo di gioco, e il tempo di gioco ha un costo atteso misurabile. Su un volume di 3.500 € a RTP 96%, quel costo è di circa 140 €: il bonus da 100 € «vale» meno di 100 €, una volta finito di rigiocarlo. Non è un argomento per rifiutare i bonus — sono uno strumento, e hanno un senso per chi vuole provare un catalogo — ma è un argomento per non guardarli come valore gratuito.
Lo stesso calcolo, applicato al limite di deposito obbligatorio che il giocatore italiano imposta all’iscrizione, cambia prospettiva. Se il limite è 50 € a settimana, il volume settimanale massimo è 50 €, la perdita attesa a RTP 96% è 2 €, il tempo di gioco a 0,10 € per spin è 5.000 spin, cioè circa 6,9 ore. Sono numeri che rendono il limite tangibile: non è un’etichetta, è un volume di gioco che il giocatore sta scegliendo di impostare. Capire cosa fa il limite è il primo passo per usarlo bene.
Fuori concessione: il quadro di ciò che si perde
Un casinò non AAMS — un operatore senza concessione ADM su un dominio che non è .it — propone spesso un menu molto ampio, bonus aggressivi e condizioni di prelievo che sembrano più veloci. Il prezzo di quella proposta è esattamente ciò che la cornice ADM mette a disposizione e che fuori non c’è. Senza concessione ADM non c’è RUA: l’autoesclusione è una promessa del singolo operatore, e quando il giocatore cambia sito ricomincia da zero. Senza concessione ADM non c’è l’obbligo di un limite di deposito all’iscrizione, e il giocatore che vuole proteggersi deve costruirsi da solo gli strumenti che la cornice italiana gli fornirebbe.
Senza concessione ADM non c’è vigilanza italiana: in caso di controversia il giocatore non ha un’autorità nazionale a cui rivolgersi, e la lite si svolge nella giurisdizione dell’operatore. Senza concessione ADM il regime fiscale può essere diverso, e la tassazione delle vincite può ricadere sul giocatore. Senza concessione ADM la pubblicità è libera, e l’aggressività dei messaggi diventa essa stessa un indicatore. ADM aggiorna la black list con regolarità, e l’aggiornamento recente — 146 oscuramenti, oltre 12.000 inibizioni complessive — è il segnale che la forbice tra i due mondi non è solo normativa ma è anche operativa.
La Legge 401/1989 copre il gioco illegale in Italia, e non prevede una pena specifica per il giocatore che partecipa: il peso sanzionatorio ricade sull’operatore, non sul cliente. Ma il giocatore che gioca su un sito non autorizzato non ha diritto alla tutela che la concessione italiana costruisce, e non ha gli strumenti che quella tutela rende disponibili. È un dato di fatto, non un giudizio morale.
Domande frequenti
Come verifico se un casinò online con tavoli dal vivo ha una concessione ADM?
Ogni sito legale termina in .it e pubblica il proprio numero di concessione in homepage o nel footer. L’elenco ufficiale dei concessionari del gioco a distanza è pubblicato da ADM sul proprio sito ed è aggiornato periodicamente: al 30 agosto 2026 contava 46 concessionari e 52 concessioni, con codici a partire da 16000. Il numero esposto sul sito deve corrispondere a quello in elenco, ed è la prima verifica da fare prima di iscriversi.
Quali limiti di deposito devo impostare su un casinò online italiano?
All’iscrizione su un concessionario ADM l’impostazione di un limite di deposito settimanale o mensile è obbligatoria. Il concessionario deve inoltre offrire limiti di spesa e di tempo di sessione. La modifica del limite non è istantanea, ed è pensata per ridurre la possibilità di rialzo impulsivo. Il valore del limite è una scelta personale, e dipende dal budget che il giocatore è disposto a mettere a rischio in una data finestra temporale.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA) di ADM è attivo dal 2018 e ha efficacia su tutti i concessionari del gioco a distanza: l’autoescluso non può giocare, depositare, ricevere bonus né aprire nuovi conti. Dal 1 febbraio 2026 è possibile autoescludersi anche da un singolo concessionario o da una sola famiglia di gioco, oltre che dall’intero perimetro ADM. L’iscrizione al RUA è una scelta che il giocatore compie autonomamente, e che può essere revocata solo dopo una finestra temporale prestabilita.
I casinò con concessione ADM possono pubblicizzare i bonus?
Il Decreto Dignità (Decreto Legge 87/2018, articolo 9) vieta in Italia la pubblicità e la sponsorizzazione del gioco, comprese quelle dei bonus. AGCOM applica sanzioni pari al 20% del valore della pubblicità, con una soglia minima di 50.000 € per infrazione. Una revisione del divieto è in discussione ma al 2026 nessuna decisione è stata presa. Una pubblicità aggressiva su bonus è quindi essa stessa un segnale che l’offerta è proposta da un operatore fuori concessione.
Quali rischi si corrono su un casinò non AAMS?
Un operatore senza concessione ADM non è collegato al RUA, non è obbligato a offrire limiti di deposito all’iscrizione, non è vigilato dall’autorità italiana e non garantisce lo stesso regime fiscale. ADM aggiorna regolarmente la propria black list di siti non autorizzati e l’aggiornamento più recente ha disposto l’oscuramento di 146 domini, portando le inibizioni complessive oltre quota 12.000. Giocare su uno di questi siti significa uscire dalla giurisdizione che tutela il giocatore italiano.
Le vincite di un casinò online ADM sono tassate?
No: le vincite presso un operatore con concessione ADM non sono tassate in capo al giocatore. È l’operatore a versare l’imposta unica sulla raccolta. Per situazioni personali complesse o per la corretta registrazione di vincite rilevanti nella dichiarazione dei redditi, è opportuno consultare un commercialista: la regola generale, però, è che il giocatore non subisce trattenute sulle vincite.
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